Ada Giovanni

Necromante

Description:
Bio:

Stanotte durante il mio turno all’ospedale in attesa che qualcuno
schiatti in un momento di pausa, ho deciso di buttare giù due
righe su di me (credo che presto ne farò un best seller). Mi chiamo
Ada …. cominciamo dal’ inizio:
Sono nata all’inizio del novecento (lo so è strano che una donna di
più di cento anni lavori ancora…ma tutto si spiega in seguito…o
forse no) in una Venezia lussuosa e decadente, in una delle
famiglie più ricche e antiche della città: i Giovanni.
I miei genitori non hanno mai avuto un ruolo chiaro nella mia
vita , per due motivi: il primo è che sono stata allevata da
svariati familiari nel corso della mia vita . Il
secondo è che, nonostante quello che dicono nella mia famiglia,
non credo che l’uomo sposato con mia madre sia il mio padre
biologico. Ho sempre notato una stranissima e fortissima
somiglianza con mio zio e con svariati miei cugini, credo che nel
nostro DNA ci sia sempre stata la propensione per quel tipo di
“amore” verso i propri parenti (la cosa ovviamente vale anche per
me, ma ora che ci penso queste cose non vi riguardano!)
In realtà non mi è mai importato chi fossero i miei genitori
poiché, come ogni Giovanni sa, per te deve contare solo la
Famiglia e soprattutto la sua fama e ricchezza nel mondo. Per
questo sono stata allevata e ho studiato ,lo so è strano per
l’epoca in cui ho vissuto, ma per mia fortuna sembravo l’unica
di tutti i miei cugini ad avere l’intelligenza che serviva per
intraprendere la professione medica (o anche solo l’intelligenza che
serviva ad elevarsi oltre il livello di …beh o anche solo l’intelligenza e
basta). Purtroppo anche se in famiglia potevo primeggiare il
mondo esterno aveva le sue regole, la mia carriera si dovette
fermare al ruolo di infermiera, ma questo era quello che bastava
a me e soprattutto alla Famiglia.
Iniziai a studiare medicina e al contempo negromanzia, uno degli
strani passatempi (e nemmeno il più riprovevole, se mi è concesso
dirlo) che la mia famiglia nutre da ormai molte generazioni. Così
mentre facevo pratica per far sopravvivere le persone, al
contempo, studiavo come utilizzarle nel caso il mio primo scopo
non fosse del tutto riuscito. L’occasione migliore che mi si
presentò fu la guerra ,intendo la Grande Guerra, appena
sedicenne partii per il fronte con le crocerossine, ormai studiavo
negromanzia e medicina da circa 6 anni, questo non vi stupisca
da noi funziona così, se hai un compito da svolgere per la
Famiglia devi essere preparato nel minor tempo possibile. Sul
campo di battaglia curavo i feriti di giorno e mi occupavo dei
morti di notte; per questo compito avevo la supervisione di mia
zia Antonietta, mia parente da parte di madre per vari e
complicati intrecci genealogici, nonché mio tutore per la
negromanzia.
Fu lei il 4 aprile 1918, poco dopo il nostro congedo dal fronte, a
darmi il Bacio dell’approvazione (tutt’oggi le sono particolarmente
legata… è come se una parte di lei fosse sempre con me) e
con lei lavorai come infermiera in un ospedale nei pressi di
Venezia,ovviamente di proprietà della mia famiglia. Mi occupavo
soprattutto del obitorio, sia per conto dell’ospedale sia per
quello della Famiglia (già a quel tempo non avevo grandi problemi
con la morte,figuriamoci adesso…sempre finché non si tratta della
mia)
Il 4 aprile 1929 durante l’annuale riunione di famiglia che si tiene
nella villa di Venezia ottenni, da un mio zio che nemmeno sapevo
di avere, il più grande onore che la famiglia può concederti
(così lo chiamava zia Antonietta, ho sempre sospettato che qualcosa le
avesse in parte fuso il cervello o forse era solo demenza senile…sai
passati i 300 anni…).
Ho sempre pensato che i miei parenti ben conoscessero i piani
del tedesco e che io debba alla sua rapida ascesa la mia rapida
promozione (non so se per questo essergli grata o volerlo
morto….beh credo la prima, visto che alla seconda ha pensato da
solo). Lui e i suoi piani avrebbero velocemente fornito una
buona quantità di quello che ci serve, quindi la Famiglia doveva
essere pronta a cogliere quel macabro raccolto con il maggior
numero di aiutanti possibili.
Partii di nuovo per il fronte, questa volta ero io ad dover
istruire una mia cugina di terzo grado, più o meno (non ricordo
il suo nome….dopo il nostro arrivo sul campo di battaglia non rimase
a lungo con me, o meglio non rimase a lungo fra noi), evitai di
comunicare la sua dipartita alla famiglia per non creare fastidi a
loro e tanto meno a me (avrebbero potuto mandarmi un altro
ritardato cugino saltato fuori da chi sa dove da istruire). Ormai ero
immune alle atrocità della guerra, forse per colpa della mia
nuova natura o forse per predisposizione genetica (credo che
nella mia famiglia manchino da tempo valori come la misericordia e la
pietà…..e il pudore, ma questa è un altra faccenda), raccolsi quanto
più mi era possibile e me ne tornai a casa appena il conflitto
terminò.
Al mio ritorno mi aspettava una bella sorpresa: il torpore! (meno
male che c’è la famiglia a guardarti le spalle, vero?!…..beh non
quando ha in mano un paletto di frassino). Non so a chi avevo
pestato i piedi, fatto sta che un giorno durante il mio sonnellino
giornaliero mi ritrovai in un mondo di sofferenze e dolori (e se
lo descrivo io così, credetemi, non era davvero un bel posto).
Insomma, per farla breve, mi ero addormentata in un paese che
non aveva altro che macerie e distruzione e mi risveglio in un
paese di arrampicatori sociali vestiti fluo (ah che rimpianti per i bei
tempi andati).
Mi diedi da fare per riuscire a capire e conoscere tutto quello
che mi ero persa durante gli anni della mia “assenza”, alla fine
riuscii a farmi assumere nuovamente all’ospedale (ormai quasi tutti
quelli che conoscevo e lavoravano con me erano in pensione o
morti…non che la cosa mi importasse particolarmente, questo non era
cambiato nemmeno dopo 30 anni di sonno).
Il fatto è che non è stato facile continuare a svolgere il
compito che mi era stato assegnato (sai uno magari è un pochino
risentito dal fatto che lo hanno chiuso in una bara per più 30 anni
senza una spiegazione…e che cazzo!!). Non avevo molta voglia di
restare in quella casa (sai dopo che te l’hanno buttato nel culo
cuore una volta fai un po’ di fatica vivere in quella casa)
Adesso finalmente qualcosa sta per cambiare, mi hanno
comunicato che a breve partirò per l’Inghilterra, anche se non
mi hanno detto di più, forse per salvarmi (nel caso quello che
mi ha ridotto a una bella statuina ci volesse riprovare), forse
per condurre ricerche su chi mi ha mandato in torpore, forse
per liberasi di me…..il fatto è che non me ne frega un cazzo,
dove mi mandano io vado e poter lasciare il mausoleo per un
po’ non mi dispiace affatto!

Ada Giovanni

Vampiri...."froci!" SaraKotranardowizFreschi